Bisato in umido | Cantina do Spade

Quando Venezia a fine settecento passò in mano agli austriaci molte cose cambiarono sotto la guida, il rigore e l’efficienza dei nuovi dominatori. C’è un piatto della tradizione veneta che però riuscì su tutti a domare le esigenze di cambiamento anche in cucina: il bisato in umido. Ai palati austriaci questo piatto piacque così tanto da venire esportato anche oltralpe.

L’anguilla è un pesce molto noto in tutto il mediterraneo ed anticamente vista la sua somiglianza al serpente si riteneva che consumarlo fosse un modo per propiziarsi il nuovo anno e allontanare il male.

Gli allevamenti di questo pesce tra l’altro si trovano nelle Valli di Comacchio e nella Laguna Veneta. Ecco perchè ancora oggi da Venezia a Napoli che lo vogliate chiamare Bisato, Anguilla o Capitone lo troverete servito come da tradizione durante le festività natalizie.

Il piatto della tradizione veneta è la versione in umido (in tecia)

  • Pulite molto bene l’anguilla togliete le interiora e le branchie tagliatela a pezzi senza togliere la pelle e infarinatela.
  • In una padella fate scaldare abbondante olio e quando sarà ben bollente mettetevi i pezzi di anguilla che farete cuocere rigirandoli molto spesso.
  • Quando saranno ben cotti, fateli scolare e metteteli in una terrina.
  • In un tegame mettete la cipolla affettata molto fine con la carota, l’aglio e la salvia e un paio di cucchiai di olio.
  • Fate rosolare il tutto per qualche minuto. Spolverate con pepe.
  • Aggiungete i pezzi di anguilla e fateli risolare per circa 5 minuti dopo averli debitamente salati.
  • Bagnate con vino bianco e aggiungete la salsa di pomodoro che avete preparato precedentemente.
  • Fate cuocere per 15 minuti a fuoco moderato, mescolando ogni tanto.

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