Mozzarella in carrozza

Su di lei non si discute: è la dama del regno degli antipasti, la signora del cibo di strada. La mozzarella in carrozza è un piatto il cui solo sguardo ti fa venire l’acquolina in bocca. Non per niente è uno dei cicchetti più amati
Preparazione: 20 min
Cottura: 20 min
Dosi per: 8 persone

Ingredienti

Farina 00, 200 gr
Uovo, 1
Latte, ½ bicchiere
Acqua Frizzante, ½ bicchiere
Lievito di Birra, 20 gr
Sale e Pepe, q.b.
Pane Carrè, 8 fette
Mozzarella, 8 fette
Prosciutto cotto o acciughe, 4
Olio d'Oliva, q.b.

Preparazione

Quella che vi proponiamo qui è la versione veneziana della mozzarella in carrozza.

  • Prepariamo prima di tutto la pastella: sbattete l’uovo e mescolatelo con acqua, latte, lievito, sale, pepe e farina. Il risultato deve essere una pastella senza grumi. Lasciatela poi lievitare per circa un’ora.
  • Nel frattempo preparate le mozzarelle: tagliate a metà le fette di pane da tramezzini, adagiate su ciascuna una fetta di mozzarella.
  • Su metà delle fette, poi, mettete il prosciutto o un’acciuga. Chiudete le mozzarelle, passatele nella pastella e friggete in abbondante olio bollente.
  • Quando saranno ben dorate da entrambe le parti, saranno pronte per essere divorate senza pietà. Buon appetito, e ricordatevi che le trovate anche sul nostro banco dei cicchetti, calde e filanti!

A Napoli le mozzarelle in carrozza contengono solo pane e mozzarella, a Venezia potete trovare anche acciughe o prosciutto cotto. Nella ricetta partenopea si usa pane raffermo, in quella veneziana pane da tramezzini o pan carré. In Campania si passa il “panino” con la mozzarella nella farina, poi nell’uovo; a Venezia s’intinge il tutto in una pastella. In entrambi i casi, si frigge allegramente.

Da dove vengono le mozzarelle in carrozza?

A Venezia, le mozzarelle in carrozza sono un prodotto d’importazione. Dovete sapere, infatti, che questi antipasti fritti vengono da Napoli. Ma Venezia c’ha aggiunto il suo tocco personale, che le ha rese ancora più irresistibili. Quindi è difficile che manchino, in un bacaro veneziano. Sembra che siano nate all’inizio dell’Ottocento e, come anche molti piatti della tradizione veneziana, si trattava di una soluzione di recupero. Per poter mangiare anche il pane raffermo e la mozzarella non più fresca, infatti, i napoletani hanno pensato di friggerli assieme.

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