Le feste tipiche veneziane

La devozione di un popolo che mantiene le promesse

Venezia è una città che racchiude in se secoli di storia e tradizioni mantenuti in vita ancora oggi grazie a manifestazioni di vario genere.
Balli antichi, sfilate in maschera, epiche competizioni navali sono solo alcuni dei meravigliosi spettacoli a cui si può assistere e con i quali è possibile rivivere il glorioso passato della Serenissima.
Vediamo nel dettaglio quali sono queste feste tipiche veneziane a cui tutti dovremmo assistere almeno una volta nella vita.

Premessa

Venezia è palcoscenico di eventi di spessore e rilevanza che attirano ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo che si riversano per le sue Calli. Se hai voglia di visitare Venezia e allo stesso tempo di assistere ad uno di questi spettacoli, allora leggi attentamente quando e come farlo.

La Festa della Sensa

Due sono gli avvenimenti che si celebrano durante la festa della Sensa:
1. L’anno 1000, quando il doge Pietro II Orseolo partì per la Dalmazia con le sue navi per mettere fine alla pirateria che minacciava le rotte commerciali dei mercanti veneziani. Fu una campagna trionfale che non solo decretò la sconfitta della pirateria, ma sancì la supremazia di Venezia in tutto l’alto adriatico. Da qui nacque la tradizione del rito dello sposalizio del mare il giorno della Sensa.
2. La pace firmata a Venezia nel 1177 da Papa Alessandro III e Federico Barbarossa che pose fine alle ostilità fra papato ed impero. Come riconoscimento, il Papa regalò al doge un anello d’oro da gettare in mare durante le celebrazioni della Sensa, conferendo all’evento una nota di sacralità.

La festa della Sensa è una delle più antiche festività veneziane e celebra il rapporto della città con il mare. Da sempre, è una delle più sentite tradizioni alla quale partecipa tutta la città: si apre con un corteo navale al quale partecipano centinaia di imbarcazioni ma il culmine delle celebrazioni è al Lido con la cerimonia dello già citato sposalizio del mare in cui, in presenza del vescovo, il sindaco (anticamente doge) getta in mare un anello come simbolo dell’unione fra Venezia e il mare.
La festa si celebra la domenica successiva al giorno dell’Ascensione (in dialetto veneto sensa), che secondo il calendario della chiesa cattolica si colloca 40 giorni dopo la Pasqua.

I veneziani sono soliti sedersi a tavola con un piatto di risi e bisi il giorno della Sensa.

La Regata Storica

Le prime testimonianze storiche riguardanti la Regata risalgono al XIII secolo ma è probabile che abbia avuto origini più antiche. La prima immagine che ritrae la Regata è da attribuire a Jacopo dé Barbari nel XVI secolo e, a partire da quel momento, sarà uno dei temi con cui Venezia verrà più rappresentata. L’etimologia della parola regata è incerta, ma è probabile derivi dal termine aurigare (gareggiare), usato e attestato nel secolo XVI come sinonimo di gara. Da Venezia il termine passò alle principali lingue europee indicando sempre una competizione agonistica su barche.
Le prime regate erano sfide tra barcaioli, tra gondolieri o regate grandi con le quali si celebravano feste laiche o religiose. Con la caduta della Repubblica nel 1797, le regate continuarono, anzi, in quell’anno il governo democratico veneto indisse due competizioni.
Con l’annessione di Venezia al Regno d’Italia (1866), le regate ebbero lo scopo di celebrare il glorioso passato della Repubblica Veneta. Dal 1899, infine, in occasione della III Biennale Internazionale d’Arte e su proposta del Sindaco di Venezia, conte Filippo Grimani, la regata assumerà l’appellativo di “storica”.
La regata, oggi, si svolge il primo fine settimana di Settembre e consiste in una sfilata di barche tradizionali che attraversano tutto il canal grande e in una competizione suddivisa in diverse categorie di imbarcazioni in cui uomini, donne e gruppi di regatanti si sfidano per vincere le ambite bandiere. La gara più entusiasmante è, di certo, quella dei gondolini guidati dagli uomini ma anche le donne su mascarete sono avvincenti da vedere! E’ una grande festa in cui il bacino di San Marco e il Canal Grande pullulano di imbarcazioni di ogni tipo accendendo la competizione dei cittadini.

Il Carnevale

Il Carnevale di Venezia è tra i più famosi e più apprezzati del mondo. Chi ci è stato sa che per una settimana la città si trasforma in un grande ballo mascherato all’aperto. Nonostante siano trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa, ancora oggi, visitatori e cittadini si riversano nei vicoli della città attratti dal fascino e dal mistero che la pervadono.
L’origine del Carnevale di Venezia, infatti, viene fatta risalire al Medioevo, nel 1296, quando un editto del Senato della Repubblica dichiarò festivo il giorno precedente l’inizio della Quaresima.
Le celebrazioni del Carnevale di Venezia sono reinterpretazioni di due tradizioni antichissime:

  • I Saturnali dell’antica Roma, durante i quali schiavi e i liberi cittadini, insieme, facevano festa con musica e balli sfrenati.
  • I culti Dionisiaci greci, grandi feste religiose con processioni e rappresentazioni teatrali che prevedevano l’uso delle maschere e di rappresentazioni simboliche.

Certamente il merito della riuscita del Carnevale di Venezia fu l’abilità dei Dogi nel promuoverlo, concedendo alla popolazione, in particolare ai ceti più umili, un periodo dedicato al divertimento sfrenato grazie anche all’uso delle maschere che garantivano il totale anonimato. Una sorta di annullamento delle divisioni sociali che consentiva ai cittadini persino la pubblica derisione delle autorità e dell’aristocrazia. Il Carnevale, dunque, rappresentava uno sfogo per allentare le tensioni e i malumori causati dai rigidi limiti imposti dalla morale e dall’ordine pubblico della Repubblica di Venezia.

Il secolo d’oro del Carnevale di Venezia è stato senza dubbio il Settecento, quando divenne una vera istituzione in tutta Europa. E’ In questo periodo che instraura il suo stretto rapporto con il teatro: nasce la “commedia dell’arte” di Carlo Goldoni, le sue opere vengono rappresentate durante il Carnevale e rispecchiano il divertimento semplice di quegli anni tanto da essere considerate successivamente una preziosa fonte documentaria sulla festa del Carnevale a Venezia. Il massimo splendore, il riconoscimento internazionale, l’atmosfera trasgressiva e bizzarra, la Casa da Gioco Pubblica, la commedia dell’arte e le maschere, rendono Venezia “La calamita d’Europa.
Dopo lunghi anni di eccessi e stravaganze, però, con la caduta della Serenissima e la dominazione austro-francese il Carnevale subì un periodo di declino, la classe dirigente dell’epoca non vedeva di buon occhio le bizzarrie di quei giorni. Solo negli anni Sessanta del XX secolo il Carnevale di Venezia tornò al suo antico splendore.
Nel giro di poche edizioni, Venezia, riprese in mano lo scettro di regina del Carnevale sino a diventare uno spettacolare evento turistico che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Il carnevale di Venezia porta con se la tradizione delle frittelle veneziane

La Madonna della Salute

Da ormai quattro secoli il 21 novembre, a Venezia, si celebra la Festa della Madonna della Salute. Veneziani e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo arrivano in città per ringraziare la Vergine Maria per qualche guarigione miracolosa. É una festa poco turistica, per questo motivo è una buona occasione per sentirsi parte della vera comunità veneziana.
La Festa della Salute nasce dopo un’epidemia di peste del 1630-1631 (raccontata da Manzoni ne “I Promessi Sposi”). Il doge Nicolò Contarini e il patriarca Giovanni Tiepolo, organizzarono una processione alla quale parteciparono tutti i cittadini superstiti che durò tre giorni e tre notti . In quell’occasione i veneziani promisero alla Madonna che avrebbero costruito un tempio in suo onore se la città fosse sopravvissuta all’epidemia. In poche settimane i contagi diminuirono fino a fermarsi completamente.
Il governo compì il suo voto e fece costruire la maestosa Basilica della Madonna della Salute nella zona della Dogana da Mar, ben visibile da San Marco.
I festeggiamenti per la Madonna della Salute iniziano il giorno del taglio del nastro del ponte votivo (di solito il 18 novembre) e terminano il 22 novembre. E’ assolutamente una festa religiosa, dunque, le celebrazioni sono prevalentemente a carattere sacro e si svolgono all’interno e nei dintorni della Basilica.
Non mancano, però, anche eventi più laici. Oltre al pellegrinaggio nel ponte di barche e agli appuntamenti liturgici della giornata, infatti, ci sono numerosi eventi imperdibili come:

– Degustazioni di cibo e vini in Piazza San Marco.
– Cene e concerti a scopo benefico.
– Iniziative culturali come musei gratis.
– Banchetti di dolciumi, giocattoli e palloncini.

Non si può, infine, parlare di celebrazione della festa della Salute senza fare riferimento alla ‘castradina‘, piatto tradizionale a base di montone salato, affumicato e poi stagionato che viene usato per fare una zuppa insieme alle foglie di verza.

Il Redentore

La festa del Redentore (che si celebra il terzo week end di luglio) è uno di quegli eventi che non sono mai stati scalfiti dal corso del tempo. Le sue esuberanti origini sono riconducibili al XVII secolo e derivano dall’euforia collettiva del popolo veneziano per la sconfitta dell’epidemia di peste che affliggeva la città. Tale fu la gioia degli abitanti della laguna che il Senato veneziano decise di erigere un tempio a Cristo Redentore per mano di Andrea Palladio. Ogni anno, da quel momento, il Doge, le varie confraternite devozionali e il popolo vestito a festa vi andavano in pellegrinaggio attraversando un lungo ponte di barche provvisorio tra le due rive del canal della Giudecca.
Oggi, come per qualsiasi altra festa religiosa veneziana, sacro e profano si incontrano e, dunque, tra una messa e un cicheto, si può osservare la parata di tutto l’arsenale veneziano vestito a festa: Gondole e Gondolete, Batèle, Còfani, Mascarète, Bragozzi, Sanpieròte e Sàndoli (occhio…la pronuncia corretta è Sandai). Ad “armare” cotanta flotta sarà il meglio della gastronomia veneziana, per imbandire un enorme pic-nic a filo d’acqua.
A mezzanotte i fuochi d’artificio illuminano la laguna a giorno rendendola ancora più suggestiva. La festa poi continua al lido per tutta la notte e fino al mattino. Il giorno dopo c’è il grande finale con le regate.

Conclusioni

Partecipare, una volta nella vita, a uno di questi appuntamenti significa entrare in un’altra dimensione, riuscire a cogliere e ad assaporare la magia che deriva dall’unire il sacro con il profano che Venezia ancora oggi conserva.
Allora, perchè non farlo assaporando i piatti tipici della città, come quelli che puoi trovare nella nostra Cantina.
Ti aspettiamo!

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